12.03.2010 - Comunicato
4 marzo 2010 Regione e Enti ausiliari, siglato l'accordo per il triennio
2010-2012 in tema di tossicodipendenze
Siglato l’accordo generale per il triennio 2010-2012 in materia di servizi ambulatoriali, residenziali e semiresidenziali erogati a persone con problemi di dipendenza patologica, tra l’assessore regionale alle Politiche per la salute Giovanni Bissoni e il
Programmazione congiunta, istituzione di un fondo per la sperimentazione di servizi innovativi di prevenzione e di facilitazione all’accesso, consolidamento dell’appropriatezza e della qualità dei servizi offerti anche attraverso specifiche attività di formazione, adeguamento delle tariffe per inserimenti di pazienti in strutture: questi, in sintesi, i contenuti dell’accordo, siglato dopo aver positivamente valutato i risultati ottenuti con gli accordi precedenti, in particolare riguardo all’appropriatezza degli invii di pazienti in strutture residenziali e semiresidenziali, al rispetto della spesa programmata, alla realizzazione di un comune sistema informativo. In questi anni inoltre, e l’accordo ne sottolinea “l’impatto positivo in termini di incremento di qualità del sistema”, si è concluso il processo di accreditamento istituzionale per tutte le strutture ambulatoriali, residenziali e semiresidenziali che hanno deciso di operare per conto del Servizio sanitario regionale e di rispondere quindi a precisi standard di qualità dei servizi resi. Questo rafforza ed eleva la qualità delle relazioni tra i servizi pubblici e gli stessi Enti ausiliari.
La Regione rende noto che dal 2002, anno in cui fu siglato il primo accordo, ad oggi ha aumentato le risorse destinate agli Enti ausiliari (da circa 11,6 a 14,2 milioni di euro nel 2008).
Il riconoscimento economico previsto per il prossimo triennio porterà le risorse a disposizione a circa 16,5 milioni.
L’accordo definisce le modalità di accesso ai servizi ambulatoriali di accoglienza e diagnosi (per accesso diretto o su invio del SerT dell’Azienda Usl di residenza), le modalità di utilizzo delle strutture residenziali a partire dalla considerazione, condivisa, che la capacità ricettiva attualmente presente è ampiamente sufficiente a coprire il fabbisogno e che, qualora si evidenzi la necessità di dotarsi di nuove tipologie di intervento residenziale e semiresidenziale, si procederà con riconversioni di strutture esistenti o di parti delle stesse. Il fondo per la sperimentazione di servizi innovativi e per facilitare l’accesso, pari a 600mila euro, dovrà servire a sviluppare nuove forme di contatto con i giovani utilizzando anche il web e servizi accessibili in orari serali o in giornate festive.
L’accordo inoltre sancisce l’impegno della Regione a organizzare iniziative di formazione per gli operatori coinvolgendo tutte le strutture accreditate del sistema, con priorità a un percorso formativo sulla tecnica dell’audit clinico, in particolare in relazione agli abbandoni precoci dei percorsi di cura.
Le persone prese in carico, le strutture degli Enti ausiliari
Nel 2008 sono state quasi 2.500 le persone con tossico o alcol dipendenza (82,8% maschi, 17,2% femmine, età media 35 anni) che hanno seguito un trattamento terapeutico riabilitativo nelle strutture gestite da Enti ausiliari che hanno aderito all’accordo, di questi il 65% è inserito in Comunità terapeutico-riabilitative (strutture con presenza di psicologi), il 18,4% in Comunità pedagogico-riabilitative (con presenza di educatori), il 24% in Centri di osservazione e diagnosi (con presenza di psicologi, psichiatri, infermieri), il 4,6% in strutture di “doppia diagnosi” (strutture che accolgono persone con problemi psichiatrici oltre che di dipendenza patologica), il 3,9% in strutture “madre-bambino” che accolgono mamme con dipendenza patologica con loro figli.
Le strutture degli Enti ausiliari che aderiscono all’accordo sono 68, di cui 67 residenziali o semiresidenziali, 1 ambulatoriale per accoglienza e diagnosi.
I posti sono complessivamente 1.534: il 57,7% a tipologia terapeutico-riabilitativa, il 23,1% a tipologia pedagogico-riabilitativa, l’ 8,6% a tipologia osservazione e diagnosi, il 3,8% a tipologia “doppia diagnosi”, il 6,7% a tipologia “madre-bambino”.